Siamo così, perfettamente imperfette!

Questa è la mia storia e quella di tante donne che, nel vano tentativo di essere perfette, si trovano spesso a dovere fare i conti con la propria fragilità e incoerenza. E’ il racconto auto ironico di una donna che ogni giorno cerca di essere all’altezza delle aspettative, districandosi tra il ruolo di madre, moglie, lavoratrice, figlia, amica, nipote, zia ….etc, etc.

Racconti di una moderna Wonder Woman che, smessi i panni dell’eroina multitasking, si trova a dover fare i conti con se stessa, con le proprie debolezze e vulnerabilità. Come Bridget Jones, mi trovo a scrivere il mio diario fatto di sogni, desideri, bisogni, con la consapevolezza che nessuna persona è perfetta e che la fragilità fa spesso rima con autenticità.

Bene splendide donne, non so voi, ma uno dei momenti più critici della giornata è proprio il mattino, quando suona la sveglia e mi accingo ad affrontare la giornata con tanti buoni propositi, ma con sempre meno energia.

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Alla ricerca di un rimedio naturale, mi sono spesso affidata ai consigli degli amici, provando vari tipi d’integratori, stili di alimentazione differenti, la meditazione, senza giungere mai alla consapevolezza di aver trovato l’antidoto giusto.

Così, quando frequentai un corso di crescita personale e scoprii che era possibile produrre endorfine naturalmente attraverso un’attività sportiva prolungata, il mio cervello disse “Bingo!.”

Compresi che le endorfine erano dei neurotrasmettitori prodotti dal cervello, o meglio dall’ipofisi, dall’effetto analgesico e antistress. Recenti ricerche hanno altresì evidenziato come molti maratoneti e ciclisti, soggetti a uno sforzo fisico prolungato, sperimentino una vera e propria sensazione di euforia paragonabile addirittura a uno stato di benessere post amplesso.

Immaginate a questo punto quanto tempo impiegai per rispolverare la tuta da jogging e le mitiche scarpette da ginnastica…… che da più di 3 anni ammuffivano in cantina.

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Ed eccomi pronta alle 8:00 di mattina per il mio primo allenamento! Inizio piano, ma fa freddo. Comincio ad accelerare il passo, ma il fiato non regge. Da lì in poi inizio ad avvertire il primo senso di disagio allo stomaco, acidità diffusa e nausea.

A quel punto mi domando: dov’è lo stato di euforia e l’eccitazione naturale che pervade il corpo e induce a continuare? Ovviamente il tutto supportato da un pensiero fisso, delle serie ….. ma chi me l’ha fatta fare!?

Una vocina però dentro di me incalza fuori dal coro e intona il motto: ” Non mollare”!

Non mollare per orgoglio, per coerenza, per rispetto a te stessa. Fare sport è faticoso e la corsa è snervante, ma se ti concedi un opportunità di “non mollare” risveglia la grinta e guida il pensiero verso tutte le motivazioni che ti hanno indotto a iniziare. Sudi, le gambe si fanno pesanti, il fiato si accorcia e per 2 giorni cammini dolorante. Ma il successivo allenamento ti senti più leggero, duri meno fatica e cominci a sperimentare quella sensazione di benessere tanto decantata.

Fare sport, amiche mie, è quindi terapeutico e non certo per dimagrire, ma per stare bene. Pensate solo alla meravigliosa sensazione che si prova quando si riesce a superare il record personale precedente, ci si sente più energiche, attive, vive e forti …..anche se un pò doloranti.

Che tu corra per te stesso o per la maratona di New York, poco importa. Non sono qui a dirti che è facile o “figo”, o che allenandoti diventi una modella, ma sicuramente starai meglio con te stessa e con il tuo corpo e questo, a mio avviso, ti darà la carica e l’entusiasmo per affrontare con il giusto atteggiamento i vari impegni della giornata.

“La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo.” (Robert Half)

Se vuoi fare qualcosa per migliorare te stessa, inizia col fare qualcosa per te!

A presto

 

 

 

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