La bellezza di Gaia

Gaia Guarino, classe ’87, ecclettica, estroversa, creativa, solare. E’ letteralmente innamorata di tutto ciò che richieda uno sforzo creativo e permette di unire logica ed emozione. Chi meglio di lei, che il mondo della moda e della comunicazione lo ha studiato in tutti i suoi aspetti, può raccontarci la bellezza in chiave giovanile e moderna.

Parlare di bellezza è spesso un argomento controverso. Secondo molti si rischia di sconfinare nel narcisismo o nella vanità, io mi fermerò a parlare della cura di sé e dell’utilizzo dei famosi stereotipi di “perfezione” non come obiettivi da raggiungere ma come strumenti per migliorarsi.

Il mio rapporto con il mondo della bellezza credo sia nato, in modo inconscio, da bambina per poi interrompersi bruscamente intorno ai 12-13 anni. Si sa che quella è un’età critica e io non ne sono stata immune. Avevo un vero e proprio rifiuto della mia immagine al punto da non avere nemmeno fotografie di quel periodo, come se non volessi lasciare alcuna traccia di me.

IMG_2461-1 (1)Negli anni del liceo ho iniziato a poco a poco a cercare un nuovo contatto con il mio corpo: cambi di look, oscillazioni di peso, arrivai addirittura a voler modificare il colore degli occhi portando delle inutili lenti a contatto verdi. Non ero mai abbastanza soddisfatta, sembravo molto più piccola della mia età (cosa peraltro che accade anche oggi!) e fino ai 18 anni fu un continuo conflitto con me stessa.

Oggi ho 28 anni e il mio rapporto con il mondo della bellezza è cambiato. Probabilmente perché in primis sono cambiata io.

IMG_1553Nonostante a volte ricerchi ancora conferme dall’esterno, ho imparato a trovarle dentro di me. Ho preso consapevolezza della mia fisicità instaurando un “dialogo” col mio corpo. Sto capendo come ascoltarlo per intendere sempre meglio quali sono le sue esigenze.

Non nascondo che sono una persona che tiene molto alla cura del proprio aspetto, non tanto per vanità quanto perché ritengo che l’immagine sia sempre una sorta di biglietto da visita. Il nostro viso, il nostro corpo, i nostri gesti inevitabilmente ci identificano e ritengo doveroso valorizzarli. Senza dubbio un make-up ben fatto e un’acconciatura particolare possono aiutare una donna a vedersi bella che è, a mio avviso, molto diverso dal sentirsi tale. Un lavoro soltanto sull’esteriorità non basta, è un processo che deve partire da dentro per poi essere esaltato in superficie. O almeno per me è stato ed è tuttora così.
Cerco sempre di comprendere in cosa ricercare la mia unicità e alla fine mi sono convinta, per quanto possa sembrare banale, che essa risieda nel mio sguardo.

(null)Fisicamente parlando ho degli occhi parecchio grandi (qualcuno li definisce addirittura da cartone animato!) e mi piace truccarli in modo che lo sembrino ancora di più. Per me sono una sorta di ponte tra la mia apparenza e il mio carattere, e credo che sia lì ciò che mi rende speciale. Allo stesso tempo, come ogni donna, vorrei cambiare altre mille cose nel mio aspetto…ma non credo che cederei mai al fascino di un bisturi se non ci fosse una reale patologia o almeno un forte disagio psicologico!

Qualche giorno fa ho visitato la mostra di Barbie organizzata al MUDEC di Milano…io con il mito di questa icona ci sono cresciuta e ogni volta mi trovo a riflettere sul perché essa sia spesso stigmatizzata come personaggio negativo e portatrice di un messaggio insano.

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Riflettiamoci, parliamo di una bambola che ha fatto la storia e che in 56 anni di vita si è evoluta restando al passo coi tempi. La si può condannare di spingere alla ricerca di un corpo “perfetto” (che poi nel suo caso perfetto non è!) e di una costante corsa alla frivolezza?

A mio avviso mi sento di dire di no.
I disturbi alimentari esistevano anche prima di Barbie, così come l’ossessione per il raggiungimento del bello assoluto. Al giorno d’oggi ritengo che una bambina o una ragazza siano influenzate molto di più da altri modelli, decisamente più negativi di una povera bambola bionda.

Siamo circondati da personaggi che fanno carriera (anche se spesso effimera) nel mondo dello spettacolo grazie alla loro esteriorità. In questo caso sì che rischia di passare il messaggio che la bellezza apra ogni porta e sia sufficiente per avere successo. Ma Barbie? Ha perfino fatto l’astronauta! Ha rappresentato l’ icona del sogno americano, dell’emancipazione femminile, ha insegnato a milioni di donne che anche le ambizioni più grandi si possono realizzare. “I can be”, Io posso essere: è questo il suo motto.

La bellezza è un dono e sarebbe da ipocriti negarlo. Quello che però bisogna dire è che, al di là dei canoni estetici imposti dalla nostra società, ognuno di noi può potenziare e migliorare il proprio aspetto. Accettare la propria immagine e guardarsi allo specchio senza paura è un diritto che ciascuno ha. Per questo ritengo fondamentale un lavoro su doppio binario come quello di Monica Guidi: aiutare a scoprire se stessi e…realizzare la magia!

Gaia Guarino

 

IMG_3423 (1)Palermitana doc, passionale e creativa, ama la moda, tanto da conoscere la realtà della fashion industry sotto ogni aspetto: come cliente, come consulente, come pubblicitario, come responsabile commerciale.

Dice di sè: “amo viaggiare perché ritengo sia il miglior modo per imparare dagli altri, scrivo per condividere i miei pensieri e le mie conoscenze, scatto fotografie per raccontare ciò che accade intorno a me, recito per scoprire me stessa attraverso i personaggi che incontro nei testi. Credo nel potere della comunicazione, in qualunque modo essa si        manifesti”. Laureata in Economia aziendale e management presso l’Università Bocconi e ottenuta la specializzazione di Economics and management in Arts, Culture, Media and Entertainment, oggi è una libera professionista che da’ vita e concretezza alle proprie passioni.

Non perdertela di vista su www.lacenadeicreativi.it

 

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