“Dialogo nel buio”, viaggio alla riscoperta dei sensi

L’apparire molto spesso offusca o distorce addirittura chi siamo davvero. I nostri sensi ci mettono in contatto con il mondo ma spesso “non occorre guardare per riuscire a vedere lontano”

Sfogliando le riviste femminili avrei sempre voluto trovare dei suggerimenti e delle dritte per migliorare il rapporto con me stessa e la mia femminilità.

Ho sempre pensato che uno degli ostacoli più grandi di questa società sia il dare o troppo peso all’apparenza, senza preoccuparsi di andare a fondo nelle cose, oppure il demonizzare completamente l’aspetto estetico, giudicandolo eccessivamente superficiale e frivolo.

Così quando ho sentito parlare di un percorso nella totale oscurità, in cui i visitatori vengono guidati in una nuova dimensione percettiva e sensoriale, ho trovato interessante sperimentarlo, per riscoprire un nuovo modo di vedere e vedermi. Credo infatti che il miglior modo per vivere bene con se stessi sia l’avere una completa consapevolezza di ciò che siamo, sia a livello emotivo che estetico, cercando di vivere appieno ciascun aspetto della propria personalità.

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“Non occorre guardare per vedere lontano” e così, nell’istituto dei ciechi di Milano, è possibile sperimentare il buio per rivivere momenti di vita quotidiana, con una nuova veste sensoriale.

Si tratta di un viaggio straordinario nella quotidianità, dove un semplice giardino, un molo di un laghetto, l’interno di una casa, le bancarelle di un mercato rionale, acquistano nuove sfumature fatte di suoni, rumori e superfici.

I compagni di viaggio non sono più dei volti, ma diventano voci e mani, che si incrociano casualmente, nel pieno smarrimento di chi ha lasciato le proprie certezze e pregiudizi, tipiche del mondo della luce.

Ed ecco giungere dall’oscurità la voce calma di Cristina, pronta ad accogliere chiunque in quel mondo fatto di suoni, sensazioni, odori famigliari. Cristina ci racconta di aver perso completamente la vista all’età di 16 anni a causa di una grave malattia, ma questo non ha certo impoverito la sua vita.

Nonostante oggi si possa fare ancora molto per agevolare la vita di un “non vedente”, non dobbiamo dimenticare che la vista è solo uno dei 5 sensi messi a nostra disposizione da madre natura. Il corpo è infatti pienamente capace di adattarti e orientarsi al buio, muovendosi in una realtà fatta di soli suoni, odori, consistenze, sapori …..
In questa dimensione la voce, le forme, le superfici, gli odori prendono una nuova identità, priva di colori e immagini, ma ricca d’immaginazione. Ti ritrovi così a immaginare i vari ambienti sulla base dei ricordi del passato, dandoli una veste famigliare e rassicurante, ricca di emozioni, colori, immagini di vita quotidiana.

Al termine del percorso, come ciliegina sulla torta, si giunge al Caffè noir, per consumare l’aperitivo più originale di Milano: un cocktail al buio accompagnato da un’ottima musica dal vivowine-bottle-wine-glasses-wine-ambience

La cosa più sorprendente è che ti trovi a conversare liberamente, con persone che non vedi e che non conosci, senza filtri o pregiudizi, il tutto sorseggiando un drink, che riconosci solo dal gusto.

E lì, tra una riflessione e l’atra, conosci l’atra parte operativa del percorso, Monica, la responsabile di sala, e Pietro il pianista.
Monica è straordinaria, prende le ordinazioni, serve ai tavoli, ti guida all’uscita con disinvoltura e si muove in un ambiente totalmente avvolto dall’oscurità, il tutto con una dolcezza che rincuora.

Uscendo da questo percorso, ti scopri più consapevole delle tue fortune, grata della tua salute e innamorata della vita.
Comprendi l’importanza dell’ascolto attivo senza pregiudizi, ti confronti con le tue fragilità e insicurezze e soprattutto ti senti libera di essere te stessa.

Nella vita di tutti giorni, ognuno di noi per vivere e sopravvivere si costruisce un personaggio, una maschera ideale che aiuta a omologarsi alla società e a farsi accettare dagli altri.

In questo viaggio verso se stessi, con la complicità del buio, sorprendentemente la maschera sociale decade, consentendo di riscoprire una parte di noi più autentica e consapevole di ciò che è oltre l’apparenza.

 L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni, così vediamo magia e bellezza in loro, ma in realtà, magia e bellezza sono in noi.”

(Kahlil Gibran)

Per informazioni www.dialogonelbuio.org

Ci vediamo al prossimo articolo

Kiss you

Monica

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